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Quante altre cose ci stiamo perdendo?
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MessaggioInviato: mercoledì 27 maggio 2009, 11:46 
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Lightentity ha scritto:
Per forza che hai vinto quel viaggio,
E' una di quelle citazioni che farebbe invidia persino agli Zen... :D
Molto bella, grazie di averla condivisa.

Sapessi però quanto mi è costato dopo, quel viaggio.... ancora sto pagando :lol:


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Quante altre cose ci stiamo perdendo?
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 Oggetto del messaggio: Re: Quante altre cose ci stiamo perdendo?
MessaggioInviato: mercoledì 27 maggio 2009, 17:38 
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Lightentity ha scritto:
Quante altre cose ci stiamo perdendo?


“Lui vede le montagne e i boschi
Vede le nuvole e il cielo
Eppure non vede nessuna delle cose
Che stanno sotto il suo stesso naso”.


(Daniil Charms, un poeta russo non molto conosciuto.)

Chissà perché, oggi ho ricordato questa poesia… :)


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Quante altre cose ci stiamo perdendo?
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MessaggioInviato: mercoledì 27 maggio 2009, 18:17 
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Lightentity ha scritto:

Uno spazio vuoto...

Uno spazio vuoto che sto cercando di riempire
è quel Baratro al cui cospetto ogni mio capriccio ha smesso di apparire.
Un Vuoto di Niente, di Nulla di assolutamente alcunchè
a cui non ho potuto parola proferire.

Non un muro ho incontrato sulla mia strada
Non un qualcosa, Non un inciampo
Non una deviazione

NULLA

Di fronte a ciò non ho potuto fare altro che tacere
o parlare e straparlare o scrivere e strascrivere.
Ma il vuoto non è spiegabile è e basta,
e a questo io non posso più contraddire.

Ma il vuoto rimane, occorre dunque riempire,
e rimane pure un senso e un succo,
un sangue che da quel vuoto sembra apparire

sembra,
poichè io non l'ho ignorato,
il vuoto dunque mi riempie e mi ricolma
mi con-tiene, mi cura,
mi guarisce di ogni capriccio di ogni dolore,
di ogni umano soffrire

il vuoto è là e mi parla:

"Inutile disperarsi, inutile dispiacersi,
inutile dimenarsi, inutile reprimersi, inutile patire

Io Sono è mai me ne andrò"

di ciò disarmato ne prendo atto
e il vuoto ricolmo allor sarà
da quel vuoto tutto parte e tutto ritorna
un nuovo principio,
una nuova Vita che presto ritornerà.


Non vi sembra che se cominciamo a percepire il vuoto come un soggetto vero e proprio, a percepire la sua consistenza, il suo modo di fare, la sua natura, i suoi algoritmi, la sua vitalità ecc. (Light, tanto di cappello per aver sviluppato così bene lo stato delle cose :) ), questo vuol dire che… sta cambiando qualcosa in noi, nella materia di cui siamo fatti, nel nostro sistema percettivo, nei nostri radar della presenza?

Che nel nostro ordine del pensiero, nella nostra forza del pensiero, nelle nostre unità elementari del pensiero stiamo andando oltre l'orizzonte?

Magari il vuoto è proprio questo background al contrario, una specie di anti-sonoro, di anti-play, che dovevamo raggiungere e toccare dal vivo (come uno zero zero del sistema delle coordinate della stabilità esistenziale) e "prenderlo come un nostro legittimo riferimento di base" :) , come un nostro co-creatore per manifestare le armoniche naturali del nostro vocale, del nostro play? :)
*******************

P.S. E' divertente che l'argomento del vuoto sia venuto fuori nella rubrica degli argomenti non in elenco... :)


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Quante altre cose ci stiamo perdendo?
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MessaggioInviato: mercoledì 27 maggio 2009, 18:25 
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il vuoto è ciò che è l'essere:)


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MessaggioInviato: mercoledì 27 maggio 2009, 18:28 
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Irinushka ha scritto:
P.S. E' divertente che l'argomento del vuoto sia venuto fuori nella rubrica degli argomenti non in elenco... :)

E dove se no ? Quale posto migliore del non-elenco ? :) :mrgreen:


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MessaggioInviato: giovedì 28 maggio 2009, 11:17 
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Irinushka ha scritto:

Non vi sembra che se cominciamo a percepire il vuoto come un soggetto vero e proprio, a percepire la sua consistenza, il suo modo di fare, la sua natura, i suoi algoritmi, la sua vitalità ecc. (Light, tanto di cappello per aver sviluppato così bene lo stato delle cose :) ), questo vuol dire che… sta cambiando qualcosa in noi, nella materia di cui siamo fatti, nel nostro sistema percettivo, nei nostri radar della presenza?

Che nel nostro ordine del pensiero, nella nostra forza del pensiero, nelle nostre unità elementari del pensiero stiamo andando oltre l'orizzonte?

Magari il vuoto è proprio questo background al contrario, una specie di anti-sonoro, di anti-play, che dovevamo raggiungere e toccare dal vivo (come uno zero zero del sistema delle coordinate della stabilità esistenziale) e "prenderlo come un nostro legittimo riferimento di base" :) , come un nostro co-creatore per manifestare le armoniche naturali del nostro vocale, del nostro play? :)
*******************

P.S. E' divertente che l'argomento del vuoto sia venuto fuori nella rubrica degli argomenti non in elenco... :)


Si, quando parlavo della Non-Località è esattamente questo che intendevo.
Granparte delle persone pensano che la materia(la forma separata dall'altra forma, la località separata dall'altra località) sia la cosa concreta, in questo modo vedono il mondo come un qualcosa senza via d'uscita, come una prigione dove vieni al mondo a mani vuote e a mani vuote te ne vai.
Eppure ora si sta scoprendo che la materia non è affatto la cosa concreta bensì è concreto ciò che la compone: il Vuoto.

Materia dal latino Mater, la Materia è fatta da un Ventre, da uno spazio/non spazio vuoto, su cui tutte le forme vengono manifestate, ciò che mi viene riferito essere il Calice.
Le forme sono "ciò che riempie quel ventre", e qua non capisco mai se riesco a farmi capire quando affermo che "ciò che riempie quel ventre" non è un qualcosa di concreto come intendiamo oggigiorno noi la concretezza materiale, bensì è un qualcosa più simile ad una aspirazione(che per me è concretezza mentre per molti non lo è), ad un ottenimento chiamato anche Fine o Obiettivo.
Così la Fine o il Fine, è l'ottenimento di uno stato di pienezza, mentre il Principio è quel mattone base, Vuoto. Il Fine, l'ottenimento non sarà mai reale fintantochè non prenderemo in considerazione il Principio invece di ignorarlo. Il Fine, la Realizzazione, potrà esistere solo se il Principio viene ap-PRESO, agganciato.

Siamo quindi stati mandati per trovare pienezza e realizzazione di Noi stessi arrivando finalmente a capire che il Principio è il luogo/non luogo Concreto da cui partire che non è il principio materiale bensì quello spirituale, per avere l'ottenimento della pienezza. Riconoscendo dunque in primis che non v'è morte e che lo Spirito è eterno e libero da prigioni che lo legano ad una determinata dimensione come può essere quella della materia.

La pienezza non è l'ottenimento di una materialità come tutti sappiamo, bensì è l'ottenimento di uno stato e-motivo che si può definire come felicità o è-stasi.
Il fine è vivere il Paradiso.
Occorre partire da ciò che molti chiamano e giudicano come "inferno".
Di fatto da quel Buco da quel Vuoto molti scappano per paura di vedere tutti i propri mostri interiori (che di fatto sono un artifizio della mente, non reali), scendere nel proprio buco interiore a volte può equivalere a scendere nell'inferno di tutte le cose irrisolte, conflitti, credenze antiche, giudizi, paure di castrazione, che abbiamo dentro di noi.
Ma per vivere il Paradiso sembra che ciò sia necessario, anzi, non "sembra", lo è.
Raggiungere il punto più profondo di sè stessi avendo cuore e coraggio di affrontare tutti i mostri a viso aperto significa BUCARE IL FONDO e comprendere Se stessi appieno. Una volta bucato il fondo si Nasce, si viene partoriti dall'esistenza, si viene alla Luce nella propria pienezza.
I dolori del parto sono ciò da cui scappiamo, i dolori del parto sono quelli in cui ci imbattiamo nel viaggio interiore. Ma come sappiamo la via d'uscita c'è, anche se non lo sentiamo, lo sappiamo da sempre.

_________________
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più vai a fondo (senza paura) in te più ti svuoti... (portando alla Luce) più altro può entrare (spirito)


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 Oggetto del messaggio: Re: Quante altre cose ci stiamo perdendo?
MessaggioInviato: domenica 8 novembre 2009, 13:26 
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Lightentity ha scritto:

Ecco un paio di domande su cui riflettere:
1) Se non abbiamo un momento per fermarci ed ascoltare uno dei migliori musicisti al mondo suonare la miglior musica mai scritta, quante altre cose ci stiamo perdendo?"
Io aggiungerei: che campiamo a fare??

e

2) la vita è anche bellezza. Difficile accorgersene in un contesto, come quello del metrò in cui la gente è di solito "da qualche altra parte", diretta verso qualche dove, raramente presente.
Eppure...
Sono quasi tutti addormentati, povere creature miserevoli che non hanno tempo e voglia di apprezzare la bellezza, le madri che tirano con sè i bambini nei loro ritmi frenetici e nella loro povera concezione del mondo mi suscitano purtroppo rabbia. Rabbia, sì, anche se dovrebbe esserci perdono per loro che non hanno avuto esempi migliori, ma questi bambini poi saranno a farne le spese..

Sto uscendo da un periodo non facile, riesco sempre meglio a vedere le cose chiaramente e la bellezza che mi circonda, ma ancora rabbia ho da lasciare andare, veramente spero che arrivi chi ci aiuterà a cambiare le cose..

Per vedere i filmati e l'intero articolo:

http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2007/04/04/AR2007040401721.html

_________________
"A volte non è sufficiente quello che faccio..ma credo che nulla cambi se non facciamo niente..
Per cui, l'unica cosa che posso fare, è fare del mio meglio"
*XXXholic*


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 Oggetto del messaggio: Re:
MessaggioInviato: giovedì 21 gennaio 2010, 23:57 
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Uno spazio vuoto...

Lightentity ha scritto:

Uno spazio vuoto che sto cercando di riempire
è quel Baratro al cui cospetto ogni mio capriccio ha smesso di apparire.
Un Vuoto di Niente, di Nulla di assolutamente alcunchè
a cui non ho potuto parola proferire.

Non un muro ho incontrato sulla mia strada
Non un qualcosa, Non un inciampo
Non una deviazione

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Di fronte a ciò non ho potuto fare altro che tacere
o parlare e straparlare o scrivere e strascrivere.
Ma il vuoto non è spiegabile è e basta,
e a questo io non posso più contraddire.

Ma il vuoto rimane, occorre dunque riempire,
e rimane pure un senso e un succo,
un sangue che da quel vuoto sembra apparire

sembra,
poichè io non l'ho ignorato,
il vuoto dunque mi riempie e mi ricolma
mi con-tiene, mi cura,
mi guarisce di ogni capriccio di ogni dolore,
di ogni umano soffrire

il vuoto è là e mi parla:

"Inutile disperarsi, inutile dispiacersi,
inutile dimenarsi, inutile reprimersi, inutile patire

Io Sono è mai me ne andrò"

di ciò disarmato ne prendo atto
e il vuoto ricolmo allor sarà
da quel vuoto tutto parte e tutto ritorna
un nuovo principio,
una nuova Vita che presto ritornerà.


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Quante altre cose ci stiamo perdendo...
Oltre le parole, la Verità.

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