Quando si comincia a provare interesse per la meditazione,o la "vita spirituale" in generale,è segno che si sta' tornando a casa.Questo non è un processo personale,anche se tutti all'iinizio crediamo di essere gli autori della decisione, della ricerca di Dio,questo in realta', è l'ostacolo principale proprio alla vera meditazione.Quel "noi" che medita, deve cessare di esistere,"quella" è solo un'abitudine.
La meditazione non ha,e non puo' avere un'inizio e una fine.
Siccome prima di cominciare la ricerca di Dio,o come lo si voglia chiamare, siamo profondamente abitudinari e schematici, crediamo comunque che tutto cio' che facciamo debba avere un'inizio e una fine,ogni giorno facciamo le stesse cose, prepariamo un piatto di pasta, andiamo a fare la spesa, ci alziamo il mattino,e facciamo i soliti riti,ci laviamo ci vestiamo, facciamo colazione,ecc....insomma ancora una volta, ci verra automatico trattare la meditazione come un'abitudine.
Quando cominceremo a meditare, quindi, è dal nostrio schema di abitudini che traiamo l'idea di cosa debba essere la medit-azione,e pensiamo quindi che debba essere un qualcosa che inizia e che finisce.
Ecco che la parola stessa ci da' un'indicazione,la medit-azione,deve (ma lo è gia,) essere continua,cioè in questo caso la meditazione vuol dire osservazione di cio' che si fa',durante tutta la vita, non dobbiamo mai pensare di stare meditando, ma dobbiamo,magari durante il giorno,quando cè ne ricordiamo, essere attenti a cio' che facciamo, in special modo alle nostre abitudini meccaniche,se uno non ha molta pratica per meditare nella posizione del loto,non deve costringersi a fare quel tipo di meditazione,per molto tempo,anche se ritagliare un piccolo spazio per molti è positivo,ma non è un'"abitudine" da tutti.
Poi ancora quando si inizia,la ricerca spirituale,o la meditazione,questa risulta difficile all'inizio per il semplice fatto che sino a quel momento, il nostro movimento di vita, è sempre stato rivolto all'esterno di noi stessi,ora invece con la meditazione,(o introspezione) ci si rivolge all'interno di noi stessi,quindi la cosiddetta meditazione ci appare difficile,strana,impossibile, "contraddittoria" tutti atriti che si incontrano quando la mente va' verso una cosa nuova,che non conosce,...qui allora, bisogna insistere un po'.

...fino a capire che non cè divisione tra dentro e fuori.Cè comuque uno "sforzo" che bisogna far si che si produca, cio' avviene solo nella serieta,, e nel volere profondamente un cambiamento interiore,è lo sforzo dell'osservazione delle nostre abitudini,che all'inizio puo' sembrare uno sforzo per come lo conosciamo, ma col tempo, quando si avra' coscienza dell'impersoalita' che siamo,riconosceremo questo come l'anelito di Dio.
In sostanza la medit-azione, puo' essere fatta in qualsiasi momento del giorno per tutta la durata della vita..

perchè è il continuo riconoscimento dell'IO SONO,la nostra stessa sensazione di esistere,la quale come possiamo notare non ci abbandona mai,
Vi lascio un piccolo scritto di un grande maestro,spero che questa frase aiuti meglio a capire cosè la meditazione.
La meditazione non riguarda questo corpomente che medita su un'individuo,ma è questa conoscenza IO SONO,questa coscienza che medita su se stessa.Allora la coscienza potra' rivelare la sua origine,e capire come ha potuto prodursi.Abbandona ogni impulso egoistico appena lo avverti,e non dovrai cercare la verita',sara' la verita' a trovare te.(Nisargadatta Maharaj
